Grande successo per il “Romeo e Giulietta” de Il Demiurgo „Grande successo per il “Romeo e Giulietta” de Il Demiurgo“

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Grande successo per il “Romeo e Giulietta” de Il Demiurgo
„Nella suggestiva cornice di Villa D’Ayala a Valva, la compagnia teatrale irpina mette in scena il classico shakespeariano con personaggi che interagiscono con il pubblico“

di Tullio Trezza

Nella cornice quasi fiabesca della Villa d’Ayala a Valva (cittadina distante pochi chilometri da Contursi Terme), in occasione dei 400 anni dalla morte del celebre drammaturgo inglese William Shakespeare,  rivive, struggente, la storia d’amore di “Romeo e Giulietta”, rappresentata in una “due giorni” (ieri ed in replica questa sera) dall’originale “compagnia itinerante” Il Demiurgo. Sfruttando la penombra del crepuscolo e le luci soffuse incasellate nel suggestivo podere medioevale, lo spettatore viene “fisicamente” immerso nella Verona del cinquecento, nel bel mezzo della sanguinosa disputa tra le due case nobiliari dei Montecchi e dei Capuleti.

Tra feste in maschera, combattimenti, singolar tenzoni ed un’interazione diretta con gli attori (uno dei quali, tra balli e canti, è finito letteralmente in braccio a chi vi scrive), lo spettatore diventa quasi testimone attivo dei fatti narrati: il Romeo, stoico e appassionato di Roberto Matteo Giordano e la giovane e delicata Giulietta di Giuliana Ciucci, vengono intimamente vissuti dal pubblico itinerante (due gli spostamenti per i cambi di scena all’interno della villa), quasi fosse testimone diretto dell’amore struggente nato quasi per caso tra i due giovani. Spumeggiante – e a tratti impertinente – nella sua “sensibile follia” il Mercuzio interpretato abilmente da Andrea Cioffi, capace da solo con il suo irriverente turpiloquio di dare ritmo all’intera prosa del primo atto. Una trasposizione originale del personaggio shakespeariano che potrebbe far storcere il naso ai puristi dell’opera, ma che invece è elemento positivo e dà grande dinamicità alle scene.  Come non menzionare le divertenti “invettive” contro gli “odiati” Capuleti,  espresse addirittura con cori da stadio.

Il fluire delle scene poi è stato via via un crescendo di trepidazioni, tra sogni innocenti e briosi,  infranti poi in un tempestoso susseguirsi di emozioni tra lacrime e sangue versati. Purtroppo l’accompagnamento musicale è risultato leggermente scarno, ma nelle scene topiche la voce eterea del soprano Ester Esposito, nelle vesti di Rosalina, è riuscita a  risollevare i ritmi della prosa, scandendo e sublimando le istantanee di maggior pathos: eccellente la scelta dell’”Ave Maria” per delineare l’ossimoro tra il matrimonio dei due giovani amanti e la morte di Mercuzio . Escamotage tecnico apprezzabile del regista e attore, Franco Nappi, interprete tra l’altro di Paride, nell’opera il promesso sposo di Giulietta.

In conclusione, “Il Demiurgo” in versione shakespeariana dà un tocco di briosità ad un’opera oramai secolarizzata, rielaborando la tragedia in maniera da attirare anche il neofita di un genere spesso molto lontano dall’audience delle grandi masse. Nelle more, oltre alla originalità della rappresentazione, come non avvalorare anche la scelta della location, che, oltre a regalare un’atmosfera mozzafiato alla rappresentazione stessa, riconsegna al grande pubblico un monumento splendido come Villa D’ayala, per troppo tempo rimasta celata agli occhi di tutti noi.

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